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Le interviste del Menabò

intervista esclusiva a de marchi. dal primo giorno in politica all’attuale corteggiamento del popolo delle libertà. bottino e marsano. la parabola del forum gente per santa: «i soliti noti»

Venerdì 31 luglio 09

di Gabriele Ingraffia

SML- È un sindaco a tempo pieno: attacca alle 8, smonta alle 20. Il suo telefonino suona in continuazione, la sua agenda è fitta di impegni. Ma davanti al taccuino del giornalista si lascia andare. Mette persino le gambe sul tavolo. Il rigoroso Roberto De Marchi, fra uno strappo alla regola. Anche lui. «Tutti si aspettano sempre il massimo da me. Sono un uomo come tutti gli altri. Addirittura mi hanno detto che ho voluto cambiare il percorso della processione della Madonna della Lettera». Ha gli occhi di tutti addosso. Sempre. Lo attendono cinque anni di duro lavoro. Ha sempre detto di voler cambiare la città. Adesso ha l’opportunità di farlo.

-Che aria respira in città? Crede che Santa Margherita stia apprezzando il suo lavoro?

La luna di miele continua… per quanto possibile ancora più dolce e amplificata. Ciò è dovuto al nostro comportamento, prima ancora dei risultati che otterremo nella realizzazione delle opere e dei progetti. In città si respira un clima molto più sereno, senza ripicche, vendette e personalismi.

-Pii Istituti, Area Marina Protetta di Portofino, Stl: è tempo di nomine che possono cambiare il futuro di Santa Margherita. Come? Segue

Intervista esclusiva al presidente Repetto. Expò? «Mi sono pentito di non averla chiusa prima». E le scelte di Agostino sulla Fara? «Atto di coraggio il suo»

Mercoledì 24 settembre



















Di Maria Vittoria Cascino

Lo avverti che ci provi a punzecchiarlo, e lui, Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova, è seriamente d’accordo a parare ogni gentile bordata. Aplomb ed eleganza Genova style, si mette comodo di là dal tavolo.

Rompi il ghiaccio con un: Come stiamo a rapporti con le amministrazioni comunali del Tigullio? Attriti, dialogo, collaborazione?

Ottimi. C’è assoluta collaborazione. Compresa Chiavari con cui abbiamo avuto qualche contrasto dialettico, ma sempre nella correttezza istituzionale. Mai nessun attrito dovuto alla diversa idea politica. Segue

Le interviste del Menabò, è la volta di Andrea Lavarello. La viabilità creativa che qualcuno dice sia stata studiata ad hoc per la nuova Coop? «Le Coop passano, le strade restano»

Lunedì 7 luglio

di Maria Vittoria Cascino

Difficile scalzare l’approccio easy di Andrea Lavarello, di nuovo sindaco di Sestri Levante. Gli proponi una chiacchierata, okey, si può fare. A briglia sciolta, senza raccontarcela con lo stesso baffo senza piega del politicamente corretto, va bene? Va bene. Mattinata tardissima, sottofondo-afa, giacca che nelle foto rende meglio e via.


-Sestri shakerata, ribaltata, sventrata. Da vent’anni la svolta, ma dove? E’ chiaro dove stiamo andando sapendo da dove veniamo?

«Sestri sta diventando una città che mira ad una propria visibilità e si sta preparando al suo futuro. Attenta all’economia che vuol dire industria di qualità come Fincantieri e Arinox, e a quell’ incubatore dell’Annunziata che ad oggi conta 150 addetti e sta aumentando la capacità di offrire lavoro tra ricerca e formazione perfettamente in sintonia con il mercato globale». Segue

intervista a mavi zonfrillo. la scelta di maria stella mignone «non la comprendo». e sulla sicurezza? «pecchiamo un po’ di snobismo». i rapporti con idv

Lunedì 30 giugno

di Silvia Franchi

RAPALLO- Un afoso venerdì sera. Seduta ad uno dei tavolini dinanzi l’Hotel Europa, Mavi Zonfrillo, segretario del Pd Tigullio, ha raccontato al Menabò il suo partito e lo scacchiere politico sul quale si sta muovendo. Poi ha preso parte all’incontro organizzato dal circolo territoriale rapallese, un appuntamento dal titolo eloquente: “Il Partito Democratico a Rapallo: discutiamone insieme”.

-Prima la rottura con la sinistra radicale, poi il tentativo di riannodare il dialogo. Prima la linea del dialogo con Berlusconi, poi il “muro contro muro”. Prima l’unità d’intenti con Di Pietro, ora l’Italia dei Valori prende spesso le distanze da voi. Non teme che il vostro elettorato si stufi, premiando proprio Di Pietro?

«Anzitutto credo che il fatto di correre da soli nella competizione elettorale sia stata la scelta giusta: uscivamo da un’esperienza di governo giunta al termine a causa di conflittualità interne, dovute al fatto che il programma dovesse mettere assieme una serie di puntualizzazioni estreme, di cui si perdeva la sintesi. Si è quindi trattato di una scelta politica condivisa sia prima, sia dopo la sconfitta alle ultime elezioni politiche. Una decisione che ha portato alla creazione di questo soggetto nuovo, che ha l’intento di agire con una visione di tipo riformista. Per quanto riguarda i rapporti con Berlusconi, il clima di dialogo si è incrinato perché è saltata la premessa elettorale del centrodestra. Il presidente del consiglio ha preferito focalizzare l’attenzione su leggi “ad personam” anziché sui reali problemi del Paese. E la cosa non ha favorito il dialogo. Se il centrodestra cambiasse rotta, ad ogni modo, ritengo ancora possibile riaprire il discorso e il ragionamento su temi importanti come le grandi riforme. L’Italia dei Valori, infine, è una forza politica a noi alleata e con cui è aperto un dialogo, anche se è possibile che le nostre strategie e le loro siano diverse. Penso che con Idv sussista un accorto su gran parte delle tematiche affrontate: da questo punto di vista, non c’è preoccupazione».

-Eppure, per fare un esempio curioso, questa sera (lo scorso venerdì, ndr), proprio alle 21 e proprio a Rapallo, Italia dei Valori ha organizzato un incontro per parlare del tunnel per la Val Fontanabuona, quindi in contemporanea al vostro dibattito circa il futuro del Pd a Rapallo. Ma non potevate coordinarvi?

«Si è probabilmente trattato di una casualità. Ad ogni modo, bisognerebbe affinare il rapporto tra i soggetti politici e chi lavora negli enti istituzionali. Non è una critica, ma un monito». Segue

Le interviste del Menabò, tocca a Vaccarezza. Obiettivi? «Integrare il porto con la città». E il gestore? «Quello che sui giornali si legge a me non interessa». Ma si ricandida? «Non lo so ancora»

Mercoledì 17 maggio

di Marco Pagliettini


LAVAGNA –Il sole stenta a fare capolino fra le nuvole, ma nell’ufficio del sindaco il caldo si fa comunque sentire. Un pomeriggio di inizio estate, Giuliano Vaccarezza ci riceve in maniche di camicia, la sua scrivania è “affollata” ma non in disordine, alle pareti quadri e disegni di bambini. L’intervista parte con un tema molto caldo: il problema dei rifiuti.

-Riepiloghiamo quello che è successo negli ultimi mesi in tema di raccolta e trasporto dei rifiuti?


«Abbiamo bandito una gara a livello internazionale, che prevede una durata di sei anni, estensibile di altri due, inserendo tutta una serie di modalità ben precise circa la raccolta differenziata, la predisposizione di nuovi sistemi di raccolta e la sostituzione di tutti i cassonetti. Soprattutto abbiamo introdotto una sorta di incentivo all’incremento della raccolta differenziata: per ogni tonnellata in meno di rifiuti indifferenziati che andranno a Scarpino il risparmio verrà suddiviso al 50% tra impresa e Comune». Segue

Il sogno? «Cambiare la natura umana, ma non ci riesce neppure la Chiesa». E alle politiche? «Ho votato Lega»

Venerdì 9 maggio 08

di Maria Vittoria Cascino


CHIAVARI-Un anno di governo e un’intervista informale al sindaco di Chiavari Vittorio Agostino. Le opere e i giorni, svirgolate, colpi di reni. E dischi ossidati con il solito refrain in sottofondo a incrociare il terzo mandato del sindaco decisionista sempre uguale a se stesso eppure no. Sulle tracce di una città progettata da un mandato all’altro senza perderne di vista il concetto.

-Prendiamola così sindaco, un po’ alla larga dai percorsi ingessati.

«Va bene…»

(Ops! Alla scrivania per esigenze di fotografo, ma sarebbero andate comunque bene le due sedie in stile di contorno al tavolino più in là (emblematico per i guru della comunicazione). Poi il viaggio tallonato dall’addetta stampa Mariella Minerva, che fa sponda e documenta alla bisogna. Occhi negli occhi)

-Le magnifiche sorti e progressive di Chiavari decantate in fior fiore di programmi. Ma dove va la città? Segue

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