Lunedì 8 febbraio 2010
LEVANTE-Alla fine Burlando non ha firmato. L’intesa sulla Gronda di Ponente, che il ministro Matteoli ha portato a Genova in tarda mattinata, non è stata sottoscritta dalla Regione Liguria. Questo l’epilogo di una vicenda controversa, che rappresenta il paradigma del rapporto tra politica e amministrazione. Il governatore regionale, che si presenterà alle elezioni regionali chiedendo la riconferma agli elettori, ha mantenuto la linea di fermezza che si era dato venerdì scorso, quando aveva pubblicamente anticipato che non avrebbe sottoscritto l’accordo in assenza di un preciso impegno del Governo circa la realizzazione del tunnel montanino. Un impegno che, nero su bianco, allo stato delle cose non c’è. Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ha però dichiarato che entro alcune settimane l’esecutivo sarà in grado di portare in Val Fontanabuona documenti che contengano un preciso impegno del governo sulla realizzazione dell’opera. La vicenda si trascina da mesi fino al muro contro muro di venerdì. Durante il fine settimana è parso che le distanze potessero ridursi. Ma non è stato così. Niente firma della Regione su documento del governo. La presenza questa mattina dei a genova dei minisri Altero Matteoli e Claudio Scajola (titolare dello Sviluppo economico) apre di fatto un "giallo" dai contorni strettamente amministrativi. Scajola ha parlato esplicitamente di un «iter», già avviato, nel quale sarebbe incanalato il progetto del tunnel fontanino. Una prospettiva che, prima d'ora, non era mai emersa. Al contrario, fonti vicine a Sandro Biasotti, candidato Pdl alla presidenza della Regione, avevano fatto cenno all'assenza di risorse per realizzare l'opera.
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