Sabato 6 febbraio 2010
Una campagna elettorale paradossale. La battaglia politica si gioca su un’infrastruttura destinata a restare sulle carte. Ma le diplomazie sono al lavoro. Questa mattina contatto Matteoli-Burlando.
LEVANTE- «Lunedì firmerò con gli altri attori interessati il protocollo d’intesa sulla Gronda autostradale di Genova. Qualora la Regione Liguria decidesse di non firmare, se ne assumerà la responsabilità». La reazione del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, alla netta posizione del presidente Burlando, che si sente «preso in giro» per non aver ricevuto risposte dal governo, nonostante i mesi di «contatti» in ordine alla realizzazione del tunnel della Fontanabuona, rappresenta l’epilogo di una vicenda destinata a incalcolabili ricadute nella politica levantina. Sul tunnel, è bene ricordarlo, partì l’innesco che portò al pubblico confronto tra il sindaco di Cicagna, Marco Limoncini e Alessandro Agostino, il coordinatore del “gruppo di lavoro” impegnato nella riorganizzazione levantina della Lega Nord, nel frattempo candidato alla Regione. «Capisco Marco che hai lavorato due anni per fare un buco nell'acqua anzichè in un monte e che tu per questo sia amareggiato-ebbe a dire Agostino il 20 novembre scorso- Ma come ben si rende conto chi vive e lavora in vallata, sono i risultati che parlano, non le chiacchiere ed i convegni. Ed i risultati sono zero». L’architetto Agostino, la cui fulgida carriera politica induce a ritenere che frequenti ambienti politici piuttosto influenti e dunque abbia accesso a fonti primarie, in quei giorni di novembre disse anche a Limoncini che «Da un anno a questa parte il tunnel è solo una boutade elettorale (come ha giustamente osservato l'On Sandro Biasotti, anche Tuo candidato Presidente). Lo capiscono anche i non addetti ai lavori. E, credimi, sarei felice di essere smentito».Trascorsi poco più di due mesi, con Limoncini messo all’angolo dal commissariamento della segreteria provinciale, quelle parole si rivelano oggi profetiche. In effetti, al momento, la realizzazione del tunnel non ha copertura finanziaria, perché nel flusso di denari destinati alla Gronda non è compresa. Ieri, tutti i consiglieri regionali del Popolo delle Libertà hanno diffuso un comunicato attraverso il quale affermano, rivolgendosi a Burlando, che «Per evitare la brutta figura di chi ha promesso una cosa impossibile, si fa la scelta spregiudicata di mettere in competizione le esigenze di Genova». Pare evidente a questo punto, se le parole hanno un senso, che la copertura economica per realizzare l’opera non vi sia. Ma la Valle vuole fortemente il tunnel, quantomeno quella parte che ha aderito al Comitato. Ecco dunque l’epilogo della vicenda: muro contro muro. Burlando si è dichiarato pronto a non firmare tra qualche ora l’intesa per la Gronda, il ministro si è dichiarato pronto a procedere con l’opera nonostante lo sfilamento di Via Fieschi e firmando con «gli altri attori interessati». Difficile immaginare dove possa portare il braccio di ferro, più agevole pensare alle ricadute sul piano politico in Valle ad un mese e mezzo dalle elezioni. A Cicagna, per fare un esempio, Pdl e Lega, partiti che sostengono il governo, ritenuto a torto o ragione il soggetto che ha fatto mancare il finanziamento per il tunnel, hanno ottenuto nell’aprile 2008 il 60,6 per cento. A Favale di Malvaro, comune governato da Giovanni Boitano dell’Udc, oggi su posizioni estremamente critiche nei confronti di Berlusconi, il 60.4. a Moconesi il 57.4, a San Colombano il 55.6. Assieme ad altri in Fontanabuona, sono alcune migliaia di voti, tradizionale patrimonio di centrodestra, che potrebbero fare la differenza se drenati in favore di Burlando. Il tema dell’infrastruttura attesa da trent’anni, come ebbe a dire l’on Mondello, entra dunque prepotentemente della battaglia elettorale senza che, paradossalmente, esista una sola possibilità che sia realizzata. Almeno nell’immediato.
Le diplomazie sono comunque al lavoro. Questa mattina il ministro Matteoli ha parlato al telefono con il presidente Burlando. Si starebbe lavorando attorno a un'intesa che preveda due accordi separati: uno, sull'avvio della Gronda; l'altro, per iscritto e con tempi certi, per far partire il cantiere del tunnel fontanino. Lo stesso Burlando è parso questa mattina possibilista. «Quel che non accade in sei mesi può accadere in sei ore», ha detto durante l'inaugurazione del ponte di Santa Lucia a Ne.
Lorenzo Podestà
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