Lunedì 8 febbraio 2010
Lo sfidante: Burlando ostaggio di comunisti, pseudo ambientalisti, barricadieri e presunti moderati
LEVANTE- L'onorevole Sandro Biasotti, candidato presidente della Regione Liguria, era presente questa mattina all'inaugurazione del cantiere del terzo valico. Insieme ai ministri Claudio Scajola e Altero Matteoli, ha partecipato a un momento che definisce «storico» per la Liguria: «E' il coronamento di un'iniziativa che avevo avviato da presidente della Regione Liguria nel 2000, dopo vent'anni di immobilismo. C'è un profondo senso di soddisfazione in questa giornata, tanto importante per Genova, per la Liguria e per il nostro Paese. Con il terzo valico si cancellerà un isolamento epocale per la nostra terra, si creeranno prospettive di sviluppo incredibili, servizi europei per i passeggeri dei treni che finalmente impiegheranno meno di un'ora per arrivare da Genova a Milano. Ma soprattutto si farà entrare la Liguria, con il suo sistema portuale, nel terzo millennio». Un dato da sottolineare riguarda le ricadute occupazionali: «Si creano molti posti di lavoro e non sulla carta ma reali – aggiunge Biasotti – nel mio programma di governo oltre il terzo valico, ci sono anche la gronda di ponente, il tunnel della Fontanabuona, la Pontremolese e altre fondamentali opere infrastrutturali che porteranno sviluppo, ricchezza e lavoro. Io mi sono già impegnato a seguire passo dopo passo l'iter di queste opere e poi i cantieri». Sull’intervento di Levante, Biasotti si dice certo che il tunnel della Fontanabuona si farà: «Lo dico io e lo dice il Governo. Noi manteniamo le promesse, ma siamo anche persone serie e sappiamo che Burlando ha voluto togliere nel 2007 il tunnel dalle opere strategiche. Oggi Burlando nasconde la verità e fa finta di rilanciare, quando sa benissimo che a non volere le grandi opere è la sua maggioranza di pseudo ambientalisti e comunisti della prima ora, come dimostrano le dimostrazioni di piazza di quest’oggi a Genova. Oggi si è scoperto il suo bluff: non può firmare alcuna opera semplicemente perché se no la sua coalizione va in pezzi. Noi stiamo cercando un percorso che permetta di rispondere alle esigenze della gente del levante». Per quanto riguarda la gronda di ponente, Biasotti considera in maniera del tutto negativa la scelta di Burlando di non firmare: «E’ un atto gravissimo e anti storico, oltre che imbarazzante per chi lo ha fatto. Sono contento per la scelta fatta dal sindaco di Genova, Marta Vincenzi, e dal presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto, che hanno firmato un protocollo atteso da molti anni e capace di far uscire Genova e la Liguria dal loro attuale isolamento. I fatti di quest’oggi, con parte della coalizione che sostiene Burlando in piazza per manifestare contro la gronda, confermano che la questione del tunnel Fontanabuona, accampata da Burlando per giustificare il suo gesto, non sia altro che una foglia di fico. Sa benissimo che firmando quest’oggi avrebbe spaccato una coalizione che non ha eguali in Italia, fatta da comunisti, verdi, ambientalisti barricaderi e presunti moderati. Per evitare di dover alzare bandiera bianca, ha preferito mettere a rischio il futuro della Liguria. Per fortuna non ha causato un danno irrimediabile. Tra un mese e mezzo si vota e sarò io, da presidente della Regione Liguria, a portare avanti il progetto della gronda».
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