il Menabò news

Notizie, politica,opinioni, libri. Dalla Riviera.

Primo Piano

autoproduzione di energia per spezzare il monopolio delle multinazionali. e sconfiggere la guerra

Sabato 24 gennaio

Più facile di quel che sembri. Nella Cuba di Fidel è la regola

CHIAVARI- Fonti rinnovabili e autosufficienza energetica in un società solidale. E’ il messaggio lanciato dall’ingegnere Enrico Turrini nella conferenza di ieri, all’Istituto Natta di Sestri Levante, sul tema “Produzione e utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e utilizzo cosciente dell’ambiente”. Promossa dall’associazione nazionale di amicizia Italia Cuba, agguanta l’ultima cronaca dell’emergenza gas per ribadire l’altro approccio, a scalzare “fossili e nucleare-insiste Turrini-in favore di sole, vento e biomasse”. Gia direttore dell’ufficio europeo brevetti a Monaco di Baviera e autore de “La via del Sole” ed ”Energia e democrazia”, Turrini da quindici anni risiede tra Europa e Cuba. Ed è proprio l’isola di Castro a riservare sorprese in progress sul fronte del rinnovabile. Lo conferma l’ingegnere che a Bartolomè Masò, gemellato con Borzonasca, ha avviato un progetto pilota nello storico campus scolastico che accoglie oltre 5000 studenti: “Praticamene autosufficiente dal punto di vista energetico, il campus ospita un centro di studi solari che sviluppa la produzione di energia solare, fotovoltaico, eolico, collettori e biogas. Gli stessi studenti lavorano alla realizzazione del progetto”.

Il risultato? “La reale possibilità di energia creata in loco che rende ogni sito autosufficiente, scalzando gli attuali monopoli e le derive belliche”. Turrini svela le incredibili proprietà della jatrofa curcas, “una pianta non commestibile che sistemata in filari rigenera il terreno. Senza contare che con i suoi semi si produce un olio utilizzabile come combustibile nelle cucine o trasformabile in biodiesel.” Ecco che “Cuba guarda avanti, la Germania cresce la sua tensione all’energia pulita, ma l’Italia è ancora indietro”. L’urgenza: “Una nuova cultura che porti a concepire una visone globale della vita on cambio radicale della vita stessa”.

Maria Vittoria Cascino

Aggiungi un commento | Primo Piano | Home



Commenti:

In risposta al sig. Paolo d. Sala, su Cuba, si parla di una dittatura sanguinaria, repressiva.... La invito a visitarla quest'isola da lei tanto demonizzata, perchè da come la descrive, immagino non l'abbia mai conosciuta davvero. Non è il paradiso terrestre ed obiettivamente esistono suoi limiti, causati anche da un pesante retaggio coloniale, ma se avesse occasione di approfondire le sue conoscenze cubane, vada ad esempio in una delle tante sue aree provinciali, come nel Granma all'istituto d'arte del municipio di Bayamo. che accoglie con strutture moderne un migliaio di giovani, anche con convitto, mensa, laboratori, tutto gratuitamente. E non mi replichi per favore che anche Hitler aveva un buon welfare, perchè Hitler ed il suo sistema ha generato molti mostri, mentre questa scuola d'arte di Bayamo insieme ad altre scuole e facoltà, genera e continuerà a generare artisti, intellettuali e giovani con una ricchezza umana da far invidia anche alle nostre accademie. Qui in Italia, appannaggio quasi esclusivo delle classi abbienti e privilegiate, mentre i nostri giovani meno fortunati brancolano tra una puntata dell'isola dei famosi, un'altra del grande fratello, o addirittura lo spaccarsi la testa allo stadio o in discoteca, se non peggio.

G. FASOLI
---------------------------------------------

E le scie chimiche? Dove rimangono le scie chimiche? Ho visto commenti sul debunking dell'11/9, sull'allunaggio fasullo (addirittura Kubrick), ma se non parliamo di scie chimiche e di signoraggio non siamo su un vero forum.

Joe Lansdale
---------------------------------------------

Ammettere l'esistenza di Tesla sarebbe ammettere che Marconi, Edison e Meucci non fossero mai esistiti

cecinestpaunapipe
---------------------------------------------

W TESLA!

Franco Fortini
---------------------------------------------

Cirifischio ti faccio presente che abbiamo perso una occasione importante che è stata l'autonomia dalla dipendenza del petrolio. Alcuni anni fa il famoso Raul Gardini aveva ottenuto il completo controllo sul mercato delle azioni con la produzione di soya.Eravamo e siamo il primo paese al mondo per la produzione di questo strano legume io mi chiedevo perche'producevamo questo prodotto che non aveva nessun legame con il nostro vissuto-Ho ipotizzato che altri non era che il sistema per renderci autonomi dalla dipendenza da petrolio.Poi la storia ha fatto il suo corso e siamo di nuovo qua a farci mortificare da una situazione che ha del ridicolo ogni volta che alziamo il capo per fare qualcosa di positivo ci ritroviamo a fare sempre le stesse cose.Possibile che con tutte le menti che abbiamo non facciamo mai qualcosa che va nel senso della normalita'pensa un poco se cominciassimo a produrre la canapa sativa non quella indiana(che tra l'altro la foglia è il simbolo della lega)a stoccarla e a produrre la benzina non sarebbe un piano di sviluppo che oltre a creare lavoratori in agricoltura e occupazione renderebbe anche un peru'?

cecinestpaunepipe
---------------------------------------------

il Vril è l'energia...l'Etere è pervaso di Vril, costo zero, rendimento pressochè illimitato, non inquina è perennemente rinnovabile, ma hanno scelto il petrolio e il carbone, peccato che Tesla, Maiorana e Marconi già lo sapessero.

Cirifischio De' Limoni
---------------------------------------------

Combustibile [modifica] L'olio estratto dalla cannabis può essere utilizzato in alcuni tipi di motore, in particolare i motori Diesel. Nel 1937 la Ford creò “la Hemp-Car”, in gran parte realizzata in canapa ed alimentata ad etanolo di canapa, un combustibile ecologico. Molti ritengono [20]che la proclamazione di leggi proibizionistiche nei confronti della cannabis negli Stati Uniti prima della seconda guerra mondiale sia stata anche legata anche alla concorrenza tra la nascente industria petrolifera e la possibilità di usare l'olio di questa pianta come combustibile.Questo è dimostrato anche dalla riduzione dei prezzi del petrolio al 50% operata proprio per fare concorrenza all'olio combustibile naturale,prezzo su cui si sono innestati i vari rialzi che hanno portato all'odierna offerta. Coltivazione [modifica] Raccolta della canapa nell'800 Una pianta femminile 58 giorni dopo la sua fiorituraIn passato la coltivazione agricola della canapa era comune nelle zone medioeuropee. Da una parte, perché cresceva su terreni difficili da coltivare con altre piante industriali (terreni sabbiosi e zone paludose nelle pianure dei fiumi), dall'altra, perché c'era sempre bisogno di piante "oleose" (sativa, luce), "fibrose" (tessili, carta, corde) e di mangime (foglie) per il bestiame produttivo. Durante i secoli del trionfo della vela, e delle grandi conquiste marittime europee la domanda di tele e cordami assicurò la straordinaria ricchezza dei comprensori la cui fertilità assicurava le canape di qualità migliori per l'armamento navale. Eccelsero tra le terre da canapa Bologna e Ferrara. Testimonia la vitalità dell'economia canapacola felsinea il maggiore agronomo bolognese del Seicento, Vincenzo Tanara, con una lunga, accurata descrizione della tecnica colturale .[7].Grazie alla qualità delle sue canape l'Italia, secondo produttore mondiale, assurse a primo fornitore della marina britannica. Il tramonto iniziò con la diffusione delle navi a carbone, e fu, per le province canpaicole, una lenta agonia, che si protrasse lungo un secolo costringendo alla ristrutturazione di tutte le le rotazioni agrarie .[8]. Dopo la colonializzazione dell'India e la rivoluzione agricola negli stati del sud del nordamerica calava la produzione, perché i tessili di cotone e juta distruggevano i prezzi per altre fibre. Il petrolio faceva calare anche i prezzi dei combustibili per la luce. Dopo la prima guerra mondiale, calava di nuovo la produzione,le corde di sostanze sintetiche sostituirono pian piano le corde di canapa e si sviluppò la tecnica per produrre carta dal legno. Durante la seconda guerra mondiale, la produzione medioeuropea e mediterranea aumentava velocemente, perché le fibre tessili e gli oli sativi erano più costosi. In più, esisteva l'esigenza di materie prime contenenti molta cellulosa da cui poter ricavare esplosivi ottenuti producendo nitrocellulosa. su you tube digitate Hemp energy Non mi prendete per matto ma la canapa indiana è il combustibile alternativo per il futuro

cecinestpaunepipe
---------------------------------------------

Non bisognerebbe mai dimenticare che la definizione per lo stato di Cuba è "dittatura". Inoltre anche la Germania di hitler aveva -per esempio- un ottimo welfare. Infine per onestà intellettuale simili notizie vanno contestualizzate: anche la Danimarca ha quasi l'autonomia energetica, grazie all'eolico, ma nessuno ne parla (sarà che non governano dei castristi?). Su Cuba non si possono tacere certi orrori. Senza dimenticare quanto di tremendo scrive il dissidente Armando Valladares, ripropongo alcuni dati: " E’ quasi impossibile sulla rete trovare dati sui massacri compiuti nei cinquant’anni di “liberazione”. Nel 2008, anno della svolta democratica immaginata dai Candide europei, ultimi zeloti dell’Altro Mondo possibile, almeno 67 dissidenti sono stati incarcerati o giudicati per motivi politici. Quasi tutti –scrive Cubaencuentro- hanno subìto pesanti condanne, come conferma il Consejo de Relatores sui Diritti umani di Cuba, guidato da Margarito Broche Espinosa, membro del Gruppo dei 75, il quale aggiunge, che più di 1400 persone sono state fermate per motivi politici”. Secondo la stessa organizzazione, 71 carcerati comuni sono morti in 21 prigioni di Cuba nel 2008. In tutto la “Isola Felice” conta più di 200 carceri, anche se i “progressisti” parlano solo di Guantanamo. A febbraio 5 prigionieri politici, malati, sono stati costretti a scegliere tra il carcere o l’esilio perpetuo in Spagna. Altri nove sono rimasti senza nemmeno questa opzione. Forse il governo di Lula –così brillante nella difesa dei perseguitati politici- potrebbe prendersi a cuore la causa dei dissidenti cubani? Forse Il Corriere della Sera e La Repubblica potrebbero ricordarsi dei 25 giornalisti indipendenti che sono incarcerati a Cuba (4 di loro sono molto malati). La allegra revoluciòn continua a perpetrare centinaia di atti repressivi contro la stampa, col blocco dell’accesso a internet, spionaggio telefonico, minacce di morte, limitazione negli spostamenti etc. Cuba Libre? Ce la continuiamo a bere, in Italia, e già ci immaginiamo cosa succederà, all’indomani della morte ufficiale di Castro".

Paolo d. Sala
---------------------------------------------

redazione@menabonews.it Tel. 339 2332613 fax 0185 014559
La pubblicazione menabonews.it è curata dall’agenzia di servizi all’editoria "Il menabò". p.iva. 01561800994
Promoter Pubblicità: Piergiorgio Papetti, Tel. 334 6658078 - web mail per info