Sabato 4 settembre 2010
CHIAVARI-L’ufficio stampa del Comune ha fatto sapere in mattinata che a causa di un gusto al centralino Voip si sono registrati disservizi sulle linee telefoniche del Municipio. Segue
Giovedì 12 agosto 2010
Chiappara: «Sono dell’idea che la costruzione di nuove seconde case nella Piana dell’Entella non venga incontro alla volontà della popolazione». Di seguito la nota inviata nel primo pomeriggio
«Spettabile Redazione,
visto che in merito al tema di discussione “Piana dell’Entella” sono stati tirati in ballo i rappresentanti dei cittadini presenti in Consiglio Comunale a Lavagna ed, in particolare, quelli dell’opposizione, vorrei esprimere alcune considerazioni sull’argomento poiché non è mia consuetudine esimermi da un dovere che, per volontà popolare, sono tenuto a compiere con impegno e correttezza : quello di assumere posizioni e responsabilità sui temi all’ordine del giorno del Comune di Lavagna.
Per prima cosa vorrei sottolineare che il “problema” della Piana dell’Entella non può essere valutato isolatamente senza metterlo in correlazione con il Porto Turistico e con la Colmata a mare. Segue
Mercoledì 11 agosto 2010
Il Comitato: «Speculatori noi? Siamo disposti a rinunciare a parte dei terreni per destinarli alle attività agricole». Mesi di silenzio sul tema dell’urbanizzazione, l’unico obiettivo pareva la messa in sicurezza del fiume. Ora gli interessi emergono, i proprietari annusano l’affare: «Se c’è da pensare a una nuova urbanizzazione di Lavagna facciamolo»
LAVAGNA - «Altro che speculazione, siamo disposti a rinunciare a parte dei nostri terreni per salvare il lavoro degli operatori economici presenti sulla sponda sinistra dell’Entella». Lo ha chiarito subito Evro Margarita, presidente del Comitato Piana dell’Entella, reduce dall’incontro con l’assessore provinciale alle politiche delle acque Paolo Perfigli, per allontanare dalle mosse del comitato quell’ombra che aleggia sulla questione della messa in sicurezza della zona. Il riferimento è alla presenza nell’area di tre aziende agricole che a seguito dell’esproprio non avrebbero più le metrature necessarie per continuare ad essere considerati coltivatori diretti: «Lo abbiamo detto all’assessore: noi del comitato, come proprietari terrieri e come operatori del posto siamo disposti a investire per il bene e la sicurezza della città, ma a patto che ci sia una reale riqualificazione, e ciò significa anche conservazione del lavoro e la creazione di un’area che rispetti l’ambiente e il paesaggio. In questo senso una parte di proprietari di terreni, quelli che resterebbero tra il fiume e il nuovo argine, accetterebbe di destinarli alle attività produttive e tutti saremo poi disposti a discutere con l’amministrazione sul futuro della nuova Lavagna». Segue
Domenica 11 luglio 2010
La Guardia Costiera ha richiesto l’intervento di personale veterinario della ASL chiavarese, che ha appurato che il prodotto ittico in questione risultava nocivo per la salute pubblica
LAVAGNA- Tutto ciò che in cucina non si deve fare, qualcosa che farebbe sbiancare i redattori del manuale di autocontrollo per la conservazione di alimenti e bevande. Il personale della Guardia Costiera di Lavagna nell’ambito dei controlli sulla filiera della pesca ha accertato che in un ristorante orientale di Lavagna venivano serviti prodotti ittici, all’origine surgelati, successivamente scongelati, invenduti, conseguentemente ricongelati, pronti per iniziare di nuovo tutta la catena di scongelamento e ricongelamento. Segue
Martedì 15 giugno 2010
REGIONE- Questa mattina discusse in consiglio due interrogazioni del consigliere regionale del PDL Gino Garibaldi che insieme ai colleghi del Popolo della Libertà ha presentato su sollecitazione dei cittadini del Levante genovese. Segue