Lunedì 28 settembre 09
GENOVA- E’ il Grifone che non t’aspetti. Dopo la splendida partita di giovedì contro la cingolata Juventus, scesa a Marassi davanti alle alte sfere bianconere venute apposta a Genova per gustarsi un match che non ha tradito le attese, gli uomini di Gasperini schierati contro l’Udinese hanno faticato oltremisura ad imporre il proprio gioco. Questa volta il turnover non c’entra: il mister piemontese ha mandato in campo la migliore formazione possibile, considerate le assenze forzate. L’ottima prova offerta da Crespo contro la formazione di Ferrara ha convinto Gasperini a schierarlo dal primo minuto in terra friulana, una scelta che ha relegato Figueroa in panchina e Floccari in tribuna. Nel consueto 3-4-3 dentro anche Palacio e il rientrante Criscito, nuovamente in campo dopo un faffa di troppo urlato nella trionfale serata del 13 settembre contro il Napoli. Una partita che il Genoa non avrebbe meritato di vincere fino al 37’ della ripresa, quando il capocannoniere del campionato ha bucato Amelia girandosi sulla proverbiale mattonella. Ma che neppure avrebbe meritato di perdere, fino al quel momento. Gli uomini di Marino, rigenerati dopo un incerto avvio di ripresa, non avevano fino a quel punto fatto sfracelli. Anzi. Un rigore solare non concesso da Trefoloni di Siena al Grifone, giustificato da una manata di Domizzi a braccio alzato in piena area, avrebbe potuto portare in vantaggio gli ospiti, gettando le premesse per un risultato diverso. Ma i se e i ma valgono come il gol della bandiera siglato al 95’ sul punteggio di 4 a 0. Il direttore di gara ha fischiato punizione dal limite considerando fuori area il fallo. Poi la gara si trascina stancamente, pur serbando qualche brivido alle opposte tifoserie. Il problema è che il Genoa non è parso il Genoa. Vuoi per la stanchezza muscolare e l’acido lattico accumulato, vuoi per il logorio mentale causato dal tourbillon di impegni sui vari fronti della stagione agonistica, i rossoblù sono sembrati meno in palla rispetto a tre giorni prima. Anche gli ingressi di Palladino e Modesto non hanno portato buone nuove. Ma quando la gara stava approdando verso un finale a reti inviolate, il guizzo del campione ha fatto la differenza. Di Natale ha potuto chiudere una triangolazione partita dalla tre quarti, fino a ricevere palla in area spalle alla porta. Bocchetti non gli ha messo addosso la necessaria pressione, un errore fatale. Il piccolo attaccante partenopeo è riuscito a calciare dopo aver portato la palla a mezza altezza per preparare il tiro con il sinistro. Dormita generale, il Genoa va sotto. Il raddoppio allo scadere con Pepe: chirurgico tiro a fil di palo e bis al 43’. Si torna a casa con zero punti e Criscito infortunato al muscolo della coscia. Difficile vederlo in campo a Valencia.
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